buoni lavoro anche nel commercio

Nei settori terziario, distribuzione e servizi è possibile, in via sperimentale per l'anno 2010, ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio rese da lavoratori part-time a prescindere dal tipo di attività lavorativa richiesta.
Il Ministero del lavoro risponde a un interpello in merito alla possibilità di utilizzare, da parte delle aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, il lavoro accessorio di cui gli artt. 70 e ss. del D.Lgs 276/2003. In particolare sulla possibilità di ricorrere a tale strumento, indipendentemente dalla tipologia di attività che il lavoratore andrebbe a svolgere, qualora quest'ultimo sia in possesso dei requisiti di legge e "nelle ipotesi in cui il prestatore di lavoro sia titolare di contratto di lavoro a tempo parziale presso altri datori diversi da quello con il quale ha in corso un rapporto di lavoro a tempo parziale".

Secondo il Ministero:
- anche nei settori terziario, distribuzione e servizi, qualora si svolgano le attività indicate dal primo comma dell'art. 70, qualsiasi soggetto, disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full time o part-time, può svolgere prestazioni di natura occasionaIe e accessoria;
- anche nei settori terziario, distribuzione e servizi è possibile, in via sperimentale per l'anno 2010, ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio rese da lavoratori part-time a prescindere dal tipo di attività lavorativa richiesta;
- anche nei settori terziario, distribuzione e servizi è possibile, a prescindere dal tipo di attività richiesta, ricorrere a prestazioni di lavoro accessorio da parte di giovani con meno di 25 anni di età, pensionati (art. 70, comma l, lett. e - i), nonché soggetti percettori di misure di sostegno al reddito.
In tutti i casi sono validi comunque i limiti di compenso posti per l'utilizzabilità del lavoratore accessorio nonché il divieto posto dal Legislatore di utilizzare tale strumento nei confronti di un lavoratore part-time da parte di chi è già titolare del contratto a tempo parziale.

Chi li può usare

Possono far uso dei voucher i pensionati titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio e i giovani con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado, limitatamente al sabato e alla domenica di tutti i periodi dell’anno, oltre che ai periodi di vacanza.
I “periodi di vacanza” si riferiscono a:
a) “vacanze natalizie” il periodo che va dal 1° dicembre al 10 gennaio;
b) “vacanze pasquali” il periodo che va dalla domenica delle Palme al martedì successivo il lunedì dell’Angelo;
c) “vacanze estive” i giorni compresi dal 1° giugno al 30 settembre;
Possono inoltre svolgere lavoro occasionale accessorio le casalinghe, i disoccupati, i cassintegrati e i lavoratori in mobilità.

I prestatori possono svolgere attività di lavoro occasionale:
- in generale fino ad un limite economico di 5.000 € per singolo committente nell’anno solare
- nel caso di cassaintegrati o lavoratori in mobilità fino ad un limite economico di 3.000 € per anno solare.

In quale ambito lavorativo

Il sistema dei voucher trova applicazione per le imprese del settore agricolo, per le imprese familiari  dei settori commercio, turismo e servizi, nell’ambito del settore domestico, per i lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, per i lavori di emergenza o di solidarietà (svolti anche a favore di committenti pubblici), nell’ambito delle manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli, nella consegna porta a porta e vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica, per l’attività di insegnamento privato e supplementare.

Come funzionano

I buoni hanno un valore di 10 € ciascuno, che comprende sia la retribuzione in favore del prestatore (7,5 €) sia la contribuzione previdenziale e assicurativa (2,5 €). Acquistati dal datore di lavoro e versati al lavoratore al compimento dell’opera, possono essere riscossi presso un qualunque ufficio postale esibendo un valido documento di riconoscimento. Non appena ricevuta la comunicazione da parte delle poste dell’avvenuto pagamento, l’Inps provvede all’accredito dei contributi presso la Gestione separata e al versamento all’Inail della quota assicurativa.

Nel caso in cui il datore di lavoro abbia acquistato un numero di buoni in eccesso rispetto alle proprie esigenze, può chiederne il rimborso rivolgendosi direttamente all’Inps.

I voucher possono essere acquistati singolarmente o in multipli da cinque (non divisibili).
Le modalità di acquisto dei buoni da parte dei committenti e di riscossione da parte dei prestatori variano a seconda che si scelgano buoni cartacei o telematici.

Buoni cartacei

Vanno richiesti alla sede della Direzione Regionale dell’Inps. A tal fine è stato predisposto un modulo, da inviare tramite fax alle Sedi regionali INPS, con cui i datori di lavoro possono effettuare una richiesta di prenotazione di buoni lavoro cartacei, indicando la sede provinciale prescelta per il ritiro.

Dopo aver effettuato la richiesta, il datore di lavoro può ritirarli presso tutte le direzioni provinciali Inps, esibendo la ricevuta di pagamento del relativo importo su conto corrente postale 89778229 intestato a “INPS DG LAVORO OCCASIONALE ACC”.
I buoni possono essere ritirati anche dalle Associazioni di categoria, fornite di delega da parte dei singoli datori di lavoro.
Perché i buoni siano validi per la riscossione, è necessario che vengano correttamente intestati, scrivendo negli appositi spazi il periodo della prestazione e i codici fiscali del committente e del prestatore.

Buoni telematici
Per ottenere il carnet di buoni elettronici è necessario che datore di lavoro e lavoratore procedano alla registrazione presso l’Isituto Nazionale Previdenza Sociale (via web o call center).
Con la registrazione, il datore di lavoro fa richiesta dei buoni, indicando i dati anagrafici ed il codice fiscale del prestatore, la data di inizio e di fine dell’attività ed il suo luogo di svolgimento. Successivamente deve versare l’importo relativo al costo dei voucher richiesti.
Il prestatore riceve da Poste Italiane la carta (INPS card), sulla quale è possibile accreditare gli importi delle prestazioni eseguite.