SINTESI DELLE NOVITà PREVISTE DALLa legge n. 92 del 28 giugno 2012

La Riforma del Lavoro è diventata la legge n. 92 del 28 giugno 2012 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio scorso.
L’assetto della riforma potrebbe tuttavia essere non ancora definitivo in quanto sono già stati annunciati correttivi, in materia soprattutto di ammortizzatori sociali e di flessibilità in entrata, che dovrebbero essere inseriti nel prossimo Decreto Sviluppo.
L’aspetto centrale della riforma è rappresentato dall’irrigidimento dei cosiddetti contratti atipici, a termine, partite IVA, co.co.pro., contratti di associazione, ecc., a cui fanno riscontro le modifiche all’art.18 dello Statuto dei Lavoratori anche se meno consistenti di quelle ipotizzate all’inizio.
Si segnalano di seguito gli aspetti essenziali della riforma con riserva di ulteriori approfondimenti dopo la pubblicazione delle circolari attuative da parte del Ministero del Lavoro.

APPRENDISTATO
Vengono rivisti i limiti quantitativi e gli obblighi sulle precedenti conferme e sul rapporto formatori in azienda/apprendisti da formare.

CONTRATTI A TERMINE
In forza della riaffermata centralità del contratto a tempo indeterminato quale forma principale di rapporto di lavoro, dall’1 gennaio 2013 sarà introdotto a carico dei datori di lavoro un contributo addizionale INPS sui contratti a termine pari all’1,4%. La maggiore contribuzione potrà essere parzialmente recuperata in caso di stabilizzazione del lavoratore a tempo indeterminato. E’ esclusa la causale per il primo contratto a termine per massimo di un anno. Tra un contratto a termine ed il successivo con lo stesso lavoratore, dal 18 luglio 2012 lo stacco minimo, se il nuovo contratto è inferiore a sei mesi di durata, sarà pari a 60 giorni; diventano 90 se il contratto a termine nuovo sarà superiore a 6 mesi.

LAVORO A CHIAMATA
Dal 18 luglio, questi contratti sono stipulabili soltanto con giovani di età inferiore ai 24 anni e per i soggetti oltre i 55 anni. Possibile continuare a stipulare contratti a chiamata per le attività già previste dall’apposita tabella. I contratti vecchi senza i requisiti possono permanere soltanto fino al 17.07.2013. Dal 18.07.2012 ogni chiamata va comunicata anticipatamente dall’azienda alla Direzione Territoriale del Lavoro preferibilmente con fax o e-mail. Attendiamo la circolare ministeriale con le indicazioni operative a riguardo che dovrebbe uscire nei prossimi giorni.

LAVORO ACCESSORIO “VOUCHER”
Per i nuovi rapporti, dal 18 luglio deve essere garantita l’occasionalità ed il rispetto di nuovi massimali. Possono essere utilizzati da ogni azienda. Di norma per ogni lavoratore si possono riconoscere voucher per massimo 2000 euro per anno solare. Dal 18 luglio 2012 ogni buono corrisponde ad un’ora di lavoro.

COLLABORAZIONI A PROGETTO
La relativa disciplina è stata appesantita sia sotto l’aspetto normativo che contributivo. Sul piano normativo è stata prevista una definizione più stringente del progetto che dovrà obbligatoriamente prevedere anche un obiettivo da raggiungere. Le mansioni non possono essere meramente esecutive o ripetitive. La presunzione di subordinazione si ravvisa qualora l’attività svolta dal collaboratore sia analoga a quella svolta dai lavoratori dipendenti dell’impresa committente. Viene previsto un salario minimo di base pari a quello dei contratti collettivi di settore per mansioni equiparabili svolte da lavoratori dipendenti. Sul piano contributivo le aliquote INPS saranno elevate di un punto all’anno a partire dal 2013 (o 2014) in modo da avvicinarle gradualmente a quelle in vigore per il lavoro dipendente. Nel 2018 la contribuzione a regime per le collaborazioni a progetto sarà pertanto pari al 24% od al 33%, rispettivamente a seconda che si tratti di soggetti già iscritti o meno ad altre forme pensionistiche obbligatorie (attualmente 18% e 27%).I vecchi contratti in corso andranno adeguati entro il 18/7/2013.

ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE
Vanno rivisti tutti i contratti in essere. Possono rimanere dal 18 luglio soltanto se presente e documentata la percezione di utili o il rendiconto periodico e se sono presenti capacità professionali comprovabili per lo svolgimento di un’attività in autonomia. Sempre dal 18 luglio possono essere presenti massimo 3 associati per ogni azienda. Le aziende con più di tre associati devono contattare immediatamente il servizio paghe per verificare eventuali trasformazioni o cessazioni. Se viene accertata la mancanza degli elementi essenziali il rischio è la riconduzione fin dall’origine a lavoro subordinato. Sono salvi i contratti con familiari di primo grado e coniugi.

TIROCINI
Previste azioni di contrasto all’uso distorto dell’istituto, con l’obbligo di una congrua indennità agli stagisti e sanzioni per i trasgressori. Per il momento rimangono stipulabili soltanto con neolaureati e neodiplomati. Per le categorie di disoccupati e inoccupati occorrerà attendere altri provvedimenti nazionali e regionali.

PARTITE IVA
I rapporti già in essere devono essere rivisti ed adeguati entro il 18.07.2013. Scatta la presunzione di irregolarità con riconduzione a lavoro parasubordinato qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti:
 durata del rapporto superiore a 8 mesi nell’arco di un anno solare;
 siano imputabili allo stesso committente oltre l’80% dei compensi complessivamente percepiti dal titolare di partita IVA nel corso di un anno solare;
 il titolare di partita IVA abbia la disponibilità di una postazione fissa di lavoro presso il committente.
La presunzione di irregolarità non scatterà qualora la prestazione lavorativa sia connotata da competenze di grado elevato oppure venga svolta da un soggetto titolare di un reddito annuo lordo da lavoro autonomo di almeno 18 mila euro. Il committente potrà dimostrare in sede di contenzioso la natura autonoma del rapporto di lavoro intrattenuto.

DIMISSIONI
Tutte le dimissioni e le risoluzioni consensuali sia dei lavoratori che delle lavoratrici presentate dal 18 luglio 2012 vanno convalidate altrimenti non hanno efficacia. La legge riconosce al lavoratore il diritto del “ripensamento”. La convalida scritta può essere fatta sulla ricevuta di trasmissione telematica della comunicazione di cessazione al SARE presso il servizio libri paga oppure i lavoratori si possono recare per la convalida ai Centri per l’Impiego o alla Direzione Territoriale del Lavoro competente rispetto alla sede di lavoro. In aggiunta, la conferma delle dimissioni volontarie presso la Direzione Territoriale del Lavoro per padre e madre non è più dovuta soltanto durante il primo anno di vita del bambino ma durante i primi tre anni. La pratica delle dimissioni in bianco è punibile con sanzione da 5.000 a 30.000 euro e con rischio aggiuntivo di configurazione di reato di estorsione.

LICENZIAMENTI
Introdotta la “tassa sui licenziamenti”: dalle cessazioni con effetto conclusivo dal 01.01.2013 per i lavoratori a tempo indeterminato, apprendisti compresi, è dovuto una tassa da versare all’Inps per ogni lavoratore, a finanziamento della nuova “Assicurazione per l’Impiego”.
Vertenzialità a seguito della cessazione – Rispetto al precedente testo dell’art.18 dello Statuto, che riconosceva nelle aziende con più di 15 dipendenti il diritto del lavoratore illegittimamente licenziato ad essere reintegrato nel posto di lavoro, la novità sostanziale consiste nell’abbandono del reintegro automatico in caso di licenziamenti per motivi economici. In particolare, la Riforma del Lavoro distingue tre ipotesi di conseguenze in caso di vertenzialità e contenzioso:
 licenziamenti discriminatori, per i quali rimane sostanzialmente confermata la normativa precedente che prevede il reintegro del lavoratore a prescindere dalla dimensione dell’azienda;
 licenziamenti disciplinari, per i quali il giudice disporrà il reintegro del lavoratore se il fatto non sussiste o rientra tra quei comportamenti punibili in base ai contratti collettivi con sanzioni diverse dal licenziamento. In tutti gli altri casi scatterà invece a favore del lavoratore una tutela risarcitoria compresa tra 12 e 24 mensilità;
 licenziamenti economici, per i quali sarà prevista una sanzione di tipo pecuniario, compresa anche in questo caso tra 12 e 24 mensilità, salvo il caso in cui non venga ravvisata dal giudice “la manifesta infondatezza del fatto posto a base del licenziamento per giustificato motivo oggettivo”. Al riguardo si fa osservare che, come è stato sottolineato dalla generalità del mondo imprenditoriale, la indeterminatezza di questa circostanza rischia di attenuare la portata innovativa della disposizione.

COMUNICAZIONE PREVENTIVA DELL’INTENZIONE DI LICENZIARE
Le aziende con più di 15 dipendenti, prima di effettuare licenziamenti per giustificato motivo oggettivo con invio di lettere di licenziamento, dal 18 luglio 2012 devono preventivamente comunicare alla Direzione Territoriale del Lavoro ed al lavoratore i motivi e rendersi disponibile al tentativo di conciliazione che viene attivato come procedura entro 7 giorni dall’Ufficio.

AMMORTIZZATORI SOCIALI – “ASPI Assicurazione sociale per l’impiego”
Nasce l’armonizzatore universale che durerà 18 mesi. Ogni tipo di tutela della disoccupazione confluisce nell’Aspi, con durata minima di 12 mesi, fino 54 anni, e massima di 18 mesi, oltre i 55 anni. Estensione in prospettiva degli ammortizzatori a tutti i settori. La riforma definisce un nuovo assetto che andrà a regime solo dal 2017, coesistendo nel frattempo con l’assetto esistente con modalità non del tutto chiare.
Riguarderà tutti i lavoratori e sarà alimentata da un contributo a carico delle aziende anche per le categorie di lavoratori prima escluse. Con l’entrata a regime dell’ASPI, dall’1 gennaio 2017 cesserà la contribuzione INPS per la mobilità pari allo 0,30%. Le tempistiche potrebbero spostarsi più avanti.

A cura di Servizio Paghe del Centro Servizi Confesercenti Imola