nel decreto 'milleproroghe' shopper non biodegradabili e molto altro

DECRETO MILLEPROROGHE – SCORTE SACCHETTI NON BIODEGRADABILI

    Si comunica che sulla G.U. n. 303, del 29 dicembre, è stato pubblicato il decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante “Proroga  di  termini  previsti  da  disposizioni  legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie”, cosiddetto “Decreto Milleproroghe 2011”.

    Nel “Milleproroghe” non sono stati previsti differimenti di termini riguardanti il divieto di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili, ma, in data odierna, il Ministero dello sviluppo economico ha diramato, sul proprio sito, un comunicato stampa che consente a commercianti al dettaglio ed artigiani lo smaltimento delle scorte in giacenza, purchè la cessione sia operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito.

    Di seguito Vi forniamo una sintesi dei contenuti del DL n. 225 ed, in coda, le indicazioni del Ministero dello sviluppo economico sui sacchetti di plastica.

DECRETO MILLEPROROGHE 2011

    Il decreto si compone di quattro articoli, il primo dei quali provvede alle proroghe non onerose per lo Stato, fissando al 31 marzo 2011 il termine di scadenza dei termini e dei regimi giuridici aventi scadenza anteriore al 15 marzo 2011, indicati in apposita tabella (tab. 1) allegata.
    Con uno o più decreti PCM potrà essere disposta l’ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011 del predetto termine del 31 marzo o comunque degli ulteriori termini e regimi giuridici indicati nella tabella.
    L’art. 2 è direttamente dedicato alle proroghe “onerose” di termini, ossia a quelle proroghe che comportano un esborso per le finanze statali, a copertura del quale intervengono le disposizioni previste dal successivo art. 3.
    Infine, l’art. 4 dispone l’entrata in vigore immediata del testo del decreto.

Bonus fiscale per i gestori di impianti di distribuzione carburanti

    All’art. 2 va immediatamente segnalata la proroga del regime di deduzione forfetaria previsto a favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburanti.
    In particolare, il comma 5 stabilisce che “le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 21 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in materia di deduzione forfetaria in favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburanti, sono prorogate per il periodo di imposta 2011 nel limite di spesa di 24 milioni di euro per l’anno 2012, cui si provvede ai sensi dell’articolo 3”.
   
    Ricordiamo che il menzionato art. 21 prevede che “per la ristrutturazione delle reti distributive il reddito di impresa degli esercenti impianti di distribuzione di carburante è ridotto, a titolo di deduzione forfetaria, di un importo pari alle seguenti percentuali dell'ammontare lordo dei ricavi di cui all'articolo 53, comma 1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917:
a) 1,1 per cento dei ricavi fino a lire 2 miliardi;
b) 0,6 per cento dei ricavi oltre lire 2 miliardi e fino a lire 4 miliardi;
c) 0,4 per cento dei ricavi oltre lire 4 miliardi”.
    Le somme sono ovviamente ancora da convertire in euro.
   
    La disposizione ora approvata stabilisce anche che con decreto dirigenziale del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sentita l’Agenzia delle entrate, sono stabiliti i nuovi importi della deduzione forfetaria in misura tale da rispettare il predetto limite di spesa. Ciò potrebbe comportare una riduzione degli importi applicati per i periodi di imposta precedenti.

    Infine, la norma prevede che i soggetti beneficiari, nella determinazione dell’acconto dovuto per il periodo di imposta 2012, dovranno assumere quale imposta del periodo precedente “quella che si sarebbe determinata senza tenere conto della deduzione forfetaria di cui al primo periodo”.

Altre proroghe previste dall’art. 2

Eventi alluvionali Veneto

    L’art. 2, comma 2, differisce al 30 giugno 2011 il termine del 20 dicembre 2010, previsto dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze in data 1° dicembre 2010, relativo al versamento dei tributi, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, sospesi in relazione agli eccezionali eventi alluvionali verificatisi nel Veneto.

Eventi sismici Abruzzo

    Il comma 3 dello stesso articolo sospende la ripresa della riscossione delle rate, in scadenza tra il mese di gennaio 2011 ed il mese di giugno 2011, prevista dall’articolo 39, commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in relazione agli eventi sismici verificatisi nella regione Abruzzo il giorno 6 aprile 2009. La ripresa della riscossione delle rate non versate sarà disciplinata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in modo da non determinare effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica.

Internet point

    Il comma 19 interviene in materia di comunicazioni via internet ed antiterrorismo, prevedendo che la norma di cui all’art. 7 del DL n. 144/2005, convertito nella legge n. 155/2005, la quale stabiliva che “fino al 31 dicembre 2010, chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore” sia riferita esclusivamente a chi intenda esercitare quale attività principale quella di “internet point”, ed in questo caso l’obbligo di richiedere l’autorizzazione viene esteso fino al 31 dicembre 2011. Sono esclusi dunque dall’obbligo di chiedere l’autorizzazione al Questore alberghi, bar, caffè e pub ove l’attività principale sia quella ricettiva o di somministrazione.
    Vengono abrogati, poi, i commi 4 e 5 del richiamato art. 7, laddove si prevedeva - fra l’altro - che, con decreto del Ministro dell’interno, sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui si è detto è tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell'utente e per l'archiviazione dei relativi dati, anche in deroga alla legislazione in materia di tutela dei dati personali, nonché le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.

Proroghe non onerose

    La tabella 1, come si è detto, prevede una serie di proroghe relative a termini e regimi giuridici aventi scadenza anteriore al 31 marzo 2011. Tra questi:

Noleggio con conducente

    E’ prorogato al 31 marzo 2011 il termine previsto dall’art. 2, comma 3, del DL n. 40/2010, convertito nella legge n. 73/2010, per l’adozione di un decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa con la Conferenza Unificata, che detti urgenti disposizioni attuative, tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia. Ciò ai fini della rideterminazione dei principi fondamentali della disciplina di cui alla legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea), secondo quanto previsto dall’articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33 (intervenuto nelle more della ridefinizione della disciplina dettata dalla legge n. 21, da effettuare nel rispetto delle competenze attribuite dal quadro costituzionale e ordinamentale alle regioni e agli enti locali), ed allo scopo di assicurare omogeneità di applicazione di tale disciplina in ambito nazionale. Con il suddetto decreto, inoltre, saranno definiti gli indirizzi generali per l'attività di programmazione e di pianificazione delle regioni, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, dei titoli autorizzativi.

Prevenzione incendi strutture ricettive turistico-alberghiere

    Viene prorogato al 31 marzo 2011 il termine di cui al DL n. 78/2009, convertito nella legge n. 102/2009, che a sua volta aveva differito al 31 dicembre 2010 il termine previsto dall’articolo 3, comma 4, del decreto-legge 28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, per completare l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno in data 9 aprile 1994, proroga applicabile anche alle strutture ricettive per le quali venga presentato, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, al Comando provinciale dei Vigili del fuoco competente per territorio, il progetto di adeguamento per l'acquisizione del parere di conformità previsto dall'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. In pendenza del termine per la presentazione del progetto, restano sospesi i procedimenti volti all'accertamento dell'ottemperanza agli obblighi previsti dal decreto del Ministro dell'interno in data 9 aprile 1994.
    Come spiegato supra, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri potrà essere disposta l’ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011 del predetto termine del 31 marzo. In sostanza, la norma delegifica l’eventuale successivo provvedimento di proroga.

Invio on line dei dati retributivi da parte dei sostituti d’imposta

    L’art. 44-bis del DL 30 settembre 2003, n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326, stabiliva che, al fine di semplificare la dichiarazione annuale presentata dai sostituti d’imposta tenuti al rilascio della certificazione di cui all’articolo 4, commi 6-ter e 6-quater, del regolamento di cui al DPR 22 luglio 1998, n. 322, a partire dalle retribuzioni corrisposte con riferimento al mese di gennaio 2009, i soggetti di cui al comma 9 dell’articolo 44 comunicano mensilmente in via telematica, direttamente o tramite gli incaricati di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, del citato DPR n. 322, i dati retributivi e le informazioni necessarie per il calcolo delle ritenute fiscali e dei relativi conguagli, per il calcolo dei contributi, per la rilevazione della misura della retribuzione e dei versamenti eseguiti, per l’implementazione delle posizioni assicurative individuali e per l’erogazione delle prestazioni, mediante una dichiarazione mensile da presentare entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento.
    L’art. 42, comma 2, del DL 30 dicembre 2008, n. 207, convertito nella legge 27 febbraio 2009, n. 14, ha poi differito il termine di decorrenza stabilito nel mese di gennaio 2009 al mese di gennaio 2011, previa sperimentazione, a partire dall'anno 2010, con modalità stabilite di concerto tra l'Agenzia delle entrate e l'Istituto nazionale della previdenza sociale.
    Anche tale regime viene ora prorogato al marzo 2011.

Controlli fiscali sugli enti associativi – Modello EAS

    L’art. 30 del DL 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, prevedeva che i corrispettivi, le quote e i contributi di cui all'articolo 148 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non sono imponibili a condizione che gli enti associativi siano in possesso dei requisiti qualificanti previsti dalla normativa tributaria e trasmettano per via telematica all'Agenzia delle entrate, al fine di consentire gli opportuni controlli, i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali mediante un apposito modello da approvare entro il 31 gennaio 2009 con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate.
    Il modello (cosiddetto Modello EAS) fu poi approvato con provvedimento del 2 settembre 2009, che prevedeva la comunicazione dei dati da parte degli enti associativi già costituiti entro il 31 dicembre 2009. Tale data è ora prorogata al 31 marzo 2011.

Lavoro accessorio

    Il regime previsto in via sperimentale per prestazioni di lavoro accessorio dai commi 1 ed 1-bis dell’art. 70 del D. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, viene prorogato fino al 31 marzo 2011.
    In particolare, detti commi prevedono:
1. (…) In via sperimentale per l’anno 2010, per prestazioni di lavoro accessorio si intendono anche le attività lavorative di natura occasionale rese nell’ambito di qualsiasi settore produttivo da parte di prestatori di lavoro titolari di contratti di lavoro a tempo parziale, con esclusione della possibilità di utilizzare i buoni lavoro presso il datore di lavoro titolare del contratto a tempo parziale.
1-bis. In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, prestazioni di lavoro accessorio possono essere rese, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali e nel limite massimo di 3.000 euro per anno solare, da percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito compatibilmente con quanto stabilito dall’articolo 19, comma 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. L’INPS provvede a sottrarre dalla contribuzione figurativa relativa alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito gli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro accessorio.

Risorse Fondo occupazione anche per garantire ammortizzatori in deroga

    L’art. 19, comma 1-ter, del DL 29 novembre 2008, n. 185, convertito nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, prevede che, in via transitoria, e per il solo biennio 2009-2010, specifiche risorse nell’ambito del Fondo per l’occupazione di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236 sono utilizzate anche per garantire ai lavoratori beneficiari delle misure di cui al comma 1, lettere a), b) e c), del medesimo DL n. 185 un trattamento equivalente a quello di cui al comma 8.
    Quest’ultimo, come è noto, prevede che “le risorse finanziarie destinate agli ammortizzatori sociali in deroga alla vigente normativa, anche integrate ai sensi del procedimento di cui all'articolo 18, nonché con le risorse di cui al comma 1 eventualmente residuate, possono essere utilizzate con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi i contratti di apprendistato e di somministrazione. Fermo restando il limite del tetto massimo nonché l'uniformità dell'ammontare complessivo di ciascuna misura di tutela del reddito di cui al comma 1, i decreti di concessione delle misure in deroga possono modulare e differenziare le misure medesime anche in funzione della compartecipazione finanziaria a livello regionale o locale ovvero in ragione dell'armonizzazione delle misure medesime rispetto ai regimi di tutela del reddito previsti dal comma 1”.

DIVIETO COMMERCIALIZZAZIONE SACCHETTI NON BIODEGRADABILI

    Come è noto, la legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”, prevedeva, all’art. 1, comma 1129, che, ai fini della riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, del rafforzamento della protezione ambientale e del sostegno alle filiere agro-industriali nel campo dei biomateriali, sarebbe stato avviato, a partire dall'anno 2007, un programma sperimentale a livello nazionale per la progressiva riduzione della commercializzazione di sacchi per l'asporto delle merci che non risultino biodegradabili, secondo i criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario.
    Il successivo comma 1130 disponeva che il programma di cui al comma 1129, definito con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della legge previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, avrebbe individuato le misure da introdurre progressivamente nell'ordinamento interno al fine di giungere al definitivo divieto, a decorrere dal 1° gennaio 2010 (termine poi differito al 1° gennaio 2011), della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l'asporto delle merci che non rispondano entro tale data ai criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario.
    Nella nota n. 4244, dello scorso 8 ottobre, lo scrivente Ufficio aveva espresso perplessità sulla possibilità che il divieto di commercializzazione dei sacchetti non biodegradabili partisse dal 1° gennaio 2011 in mancanza di precise indicazioni da parte dei Ministeri interessati.
    Fra i vari interrogativi, ci si chiedeva se, nel caso in cui i sacchetti non fossero commercializzati, bensì ceduti gratuitamente al consumatore finale (come avviene in molti piccoli esercizi di vendita), il supposto divieto dovesse ritenersi comunque sussistente.

    In data odierna, il Ministero dello sviluppo economico, proprio in relazione ai dubbi da noi sollevati, ha emesso un comunicato stampa, che indica la soluzione al problema principale, quello dello smaltimento delle scorte, pervenendo alla conclusione che il divieto di commercializzazione dei sacchetti da asporto merci, non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti, sarà in vigore dal 1° gennaio 2011, ma resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010, purchè la cessione sia operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito.

    Questo il contenuto completo del comunicato:

<<In relazione ai numerosi quesiti pervenuti si precisa che il divieto di commercializzazione dei sacchi da asporto merci non conformi ai requisiti di biodegradabilità indicati dagli standard tecnici europei vigenti, di cui all’ 1, comma 1130 della legge 26 dicembre 2006, n. 296, come modificato dall'art. 23, comma 21-novies del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102 sarà in vigore dal 1° gennaio 2011. Resta consentito lo smaltimento delle scorte in giacenza negli esercizi artigianali e commerciali alla data del 31 dicembre 2010, purchè la cessione sia operata in favore dei consumatori ed esclusivamente a titolo gratuito. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con le autorità competenti, effettueranno controlli per verificare il rigoroso rispetto della normativa vigente>>.