imposta sostitutiva per lavoro straordinario, notturno e ordinario: chiarimenti dell'agenzia

In data 27 settembre 2010 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le Circolari n. 47/E e 48/E in materia di imposta sostitutiva per lavoro straordinario sulle retribuzioni erogate ai dipendenti e sui compensi per lavoro notturno e straordinari in relazione ad incrementi di produttività.


1. Circolare 47, Imposta sostitutiva per lavoro straordinario e nesso d’incremento produttività

L’art. 2 del D.L. n. 93/08 definisce l’imposta sostitutiva al 10% per l’IRPEF ed addizionali comunali e regionali per il 2008, entro il limite complessivo di € 3.000 lordi, salvo espressa rinuncia del prestatore di lavoro per:

 le prestazioni di lavoro straordinario;
 le prestazioni di lavoro supplementare o per prestazioni rese  in  funzione  di  clausole  elastiche  effettuate  nel  periodo suddetto  e  con  esclusivo riferimento a contratti di lavoro a tempo parziale stipulati prima della data di entrata in vigore del presente provvedimento;

Con la Risoluzione n. 83/2010 l’Agenzia delle Entrate ha precisato che tale regime agevolativo deve ritenersi applicabile anche con riferimento alle erogazioni relative alle prestazioni di lavoro straordinario a condizione che queste siano riconducibili ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all’andamento economico dell’impresa.

La Circolare n. 47/E in esame ha precisato che la recente Risoluzione non ha inteso ricondurre, nell’ambito dell’agevolazione, il lavoro straordinario in quanto tale, ma ha inteso chiarire che mentre per l’anno 2008 l’agevolazione considerava il lavoro straordinario in generale senza alcun altro vincolo, per gli anni seguenti al 2008, il regime fiscale privilegiato era strettamente legato al solo lavoro straordinario correlato ai parametri di produttività.
Le prestazioni lavorative oltre l’ordinario orario di lavoro sono state rese agevolabili, infatti, senza ulteriori condizioni soltanto per l’anno 2008, in base all’originaria formulazione dell’art. 2 del D.L. n. 93/08.

Per gli anni 2009 e 2010 le disposizioni che prevedevano la detassazione degli straordinari non sono state prorogate e, pertanto, l’imposta sostitutiva non può applicarsi alle ipotesi di lavoro straordinario che non sia possibile ricondurre tra i premi di produttività. In base, quindi, alla normativa vigente lo straordinario agevolabile è solo quello per il quale sussista un vincolo di correlazione con i parametri di produttività.
Tale vincolo può sussistere sia nell’ipotesi di straordinario cosiddetto “forfetizzato,” reso dai dipendenti che non sono vincolati dall’orario di lavoro, sia per le altre tipologie di prestazione straordinaria di lavoro. Analogo criterio risulta valido per ricondurre nel beneficio fiscale le prestazioni di lavoro supplementare o reso sulla base di clausole elastiche.

Per quanto riguarda la “prova” della correlazione tra straordinario e parametri di produttività si richiama quanto precisato nella Circolare n. 49/E del 2008 dell’Agenzia delle Entrate in relazione alle altre fattispecie agevolabili sulla base di parametri di produttività per le quali è stato affermato che tale correlazione deve essere documentata dall’impresa (ad es. attraverso la comunicazione scritta al lavoratore della motivazione della somma corrisposta.)

E’ assolutamente necessario, quindi, che anche il nesso tra il lavoro straordinario (o supplementare o reso in funzione di clausola elastica) e gli incrementi di produttività, trovi riscontro in una documentazione proveniente dall’impresa che può consistere in una dichiarazione resa dall’impresa stessa nella quale si attesti che la prestazione lavorativa abbia determinato un reale risultato utile in termini di produttività e competitività.

 

2. Circolare 48. Lavoro notturno e straordinario: agevolazione e sgravi contributivi

Anche per le prestazioni di lavoro notturno e di lavoro organizzato su turni, l’agevolazione di tassazione del 10% delle retribuzioni è subordinata al perseguimento di un incremento di produttività che trovi riscontro in una dichiarazione dell’impresa.

Con la Risoluzione n. 83 del 2010 è stato anche chiarito che può essere assoggettato all’imposta sostitutiva del 10% l’intero compenso erogato per lavoro notturno (e non la sola maggiorazione) e le somme erogate per prestazioni di lavoro straordinario.

La Risoluzione ha precisato che per gli anni 2008 e 2009 i lavoratori possono applicare la tassazione più favorevole presentando una dichiarazione dei redditi integrativa o avvalendosi dell’istanza di rimborso ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. n. 602/73.

Considerate le difficoltà operative riscontrate nel dar corso ai suddetti adempimenti, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto di poter adottare una procedura che consenta di richiedere, unitariamente per entrambi i periodi d’imposta interessati, il rimborso delle maggiori imposte pagate mediante i modelli di dichiarazione e di certificazione da utilizzare nel 2011 che saranno opportunamente integrati.

In particolare, il datore di lavoro dovrà indicare nel CUD/2011 le somme erogate negli anni 2008 e 2009 per i conseguimento di elementi di produttività e redditività ovvero per lavoro straordinario assoggettabili a imposta sostitutiva in tali anni; il dipendente potrà recuperare il proprio credito mediante la dichiarazione dei redditi da presentare nel 2011.

Tale soluzione, richiede che il datore di lavoro riporti, inoltre, nel CUD/2011 anche gli importi che eventualmente abbia già certificato al dipendente a seguito della Risoluzione n. 83 del 2010.

Ci si è posti il quesito in merito al regime fiscale applicabile alle somme erogate a seguito dello sgravio contributivo concesso sulle retribuzioni variabili, introdotto dall’art. 1, c. 67, della l. n. 247/07 (si ricorda che la disciplina prevede uno sgravio contributivo, per il triennio dal 2008-2010, sulle retribuzioni variabili fissate dalla contrattazione collettiva di 2° livello, entro i limiti delle risorse predeterminate).

Le aziende che hanno ricevuto dall'INPS la comunicazione dell’ammissione al suddetto beneficio devono restituire ai dipendenti interessati un importo pari ai contributi in precedenza trattenuti. Tali somme restituite, in quanto costituiscono la quota di contribuzione di competenza del dipendente che non è stata inserita nell’imponibile fiscale nel momento in cui il premio è stato erogato, devono considerarsi reddito di lavoro dipendente.

L’ammontare della contribuzione recuperata e relativa ad anni pregressi, rientra, quindi, tra gli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, ai sensi dell'art. 17, c. 1, lett. b), del TUIR. Perciò, qualora ricorrano le condizioni per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10%  le somme in questione potranno essere assoggettate a tale più favorevole regime fiscale, anche se le stesse si riferiscono a premi erogati in periodi di imposta precedenti.

 


A cura di Confesercenti nazionale